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UNIVERSITA' DEGLI

STUDI DI VERONA (VR)

CENTRO PER IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO CA’ VIGNAL

2016

Ente appaltante: Università degli Studi di Verona

O.E.V., secondo classificato

Gruppo di progettazione: Arch.Claudio Zanirato con Arch.M.Rizzoli, Studio Enarco srl, Studio Ferrari & Bracajoli srl, Dott.P.Cavarocchi, Energy Team spa

Collaboratori: A.Stazio, L.Piraccini

Superficie di progetto: 3.000 mq

Importo lavori: euro 3.100.000,00

Il modulo compositivo progettuale adottato deriva direttamente dalla riconfigurazione di un laboratorio tipo didattico/sperimentale, di circa 115mq, leggermente quadrangolare, che può essere dimezzato in due sottomoduli (laboratori, uffici) o anche in quattro parti (uffici). Al modulo-matrice corrisponde una griglia strutturale intelaiata di travi e pilastri in c.a. ed un camino centralizzato di esalazione. Sarà possibile indifferentemente collocare i laboratori in entrambi i piani, avendo le portate dei solai le stesse capacità e potendo servire tutti i piani, interrato e copertura compresi, con un ampio montacarichi.
Sulle pareti di separazione con le gallerie si concentrano gli attacchi/adduzioni per le apparecchiature più complesse che necessitano di impiantistica specifica (cablaggi, aria compressa, gas, cappe chimiche, aspirazione armadi, scarichi...) in coincidenza delle dorsali distributive orizzontali e verticali (cavedi, camini). Pertanto, il numero dei laboratori e degli spin-off e delle loro dotazioni più liberamente cambiare nel tempo  ed anche di posizione; è possibile infatti immaginare che alcuni spin-off possano avere bisogno di logistiche del tutto simili a quelle dei laboratori, con una piena ri-configurabilità.
Il nuovo assetto compositivo dell'edificio si ripercuote sulle sistemazioni esterne in modo significativo: la concentrazione dei parcheggi solo sul lato di levante consente di riservare a giardino le aree contigue all'edificio sugli altri due lati, dando continuità al cortile della struttura preesistente ed assorbendo in un'unica area anche fruibile gli spazi delle due serre.
Il giardino proposto è innervato da un percorso longitudinale che si collega agli esistenti ed alla pista ciclabile al capo opposto, con diramazioni trasversali per collegare i vari manufatti e fare approdare le biciclette in un'area di deposito attrezzata.
L'ampia apertura ricavata sul lato di ponente della costruzione fa da fondale scenico a questa sistemazione esterna e consente di inquadrarla adeguatamente dall'interno, dai soggiorni comuni della galleria. Questa apertura scenografica replica pertanto quella della testata di connessione settentrionale (aperta sull'edificio Ca' Vignal 1), l’antipolo compositivo caratterizzato dal verde pensile e rampicante.
La ricomposizione planimetrica dell'edificio distribuisce i macromoduli accoppiati su tre lati di un triangolo rettangolo: nelle due testate a nord sono inseriti i collegamenti verticali, la portineria ed il blocco servizi igienici; nell'angolo di rotazione dell'ipotenusa si trova la scala di sicurezza, il cavedio impianti e gli spazi di uso comune, che dialogano nella piazzetta interna in fondo alla galleria distributiva centrale, aperta a ponente sul giardino e le serre.
E’ possibile pertanto immaginare una sorta di migrazione di piazzole attrezzate ed arredi dall'interno della costruzione verso l'esterno e viceversa, a seconda del momento stagionale. Tali arredi saranno il più possibile informali e confortevoli, insomma domesticizzati in cerca di una loro vocazionalità. Si potrebbe trattare di isole attrezzate, insieme di sedute e tavoli d'appoggio, a formare circonferenze di vario diametro, per sedersi in maniera comunitaria o appartata, fino ad arrivare a veri e propri spazi semichiusi vetrati.