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COMUNE DI

MIRANDOLA (MO)

immagina Mirandola

RI-CON-FIGURARE

2013

Ente appaltante: Comune di Mirandola (MO)

Terzo Classificato

Gruppo di progettazione: Arch.Claudio Zanirato
Collaboratori: Ing.M.Contini, Arch.A.Robetti, Arch.S.Boulanger, D.Dell’Unto

Superficie di progetto: 87.100 mq s.f., 30.000 mq s.l.

Importo lavori: euro 63.000.000,00

La parte settentrionale immediatamente fuori il poligono storico cittadino, poiché investita da presenze insediative specialistiche come la ferrovia con la stazione e poi autostazione, lo stadio ed altri impianti sportivi, la casa della GIL, ha conservato una rarefazione costruttiva che l’avvicina di più che altrove allo stato dei luoghi predente l’espansione moderna. In questa fascia perimetrale semianulare è possibile ancora riconoscere in latenza l’esistenza di quello spazio di transizione di cui per molti secoli si è dotata la città: non solo il tracciato delle mura quindi, ma anche i bastioni difensivi, i fossati ed i terrapieni… Parte delle fortificazioni del Castello ma soprattutto per intero il Bastione dei Gesuiti possono ancora essere iscritti come tracciati per strutturare la riprogettazione di questi luoghi restituiti ad un uso più integrato con la città.
La trasformazione di questo quadrante della città passa quindi attraverso il ridisegno degli spazi nel tentativo di riallacciare un dialogo con il passato storico della città, costruendo uno spazio di transizione.
Le città crescono solo quando riescono a cambiare dal loro interno, a ripensarsi in una funzione ed una dimensione nuova, aggiornata ai tempi. E’ questa una crescita qualitativa, la sola in grado di conferire alla città uno status superiore. Il Piano di Ricostruzione per Mirandola è una grande occasione per riflettere su tale dinamica.
Si avverte chiaramente che ad una precisa forma storica, la “forma urbis”, non ne corrisponde un’altra, bensì una dissoluzione, ad una precisa conformazione ha fatto seguito solo un processo accrescitivo. Non potendo più pensare in termini di forma urbana possiamo però operare sul piano dei sistemi, conformando i sistemi urbani per l’appunto, per governare le trasformazioni, la crescita.
Nel distribuire le attività e le nuove funzioni si deve perseguire l’obbiettivo di miscelare le presenze urbane, operando con stratificazioni ed ibridazioni, fisiche e temporali, e per quanto possibile in continuità tra loro.
I nuovi contenitori architettonici si dispongono seguendo una ideale linearità che rimarca i tracciati dei bastioni e dei fossati difensivi che hanno per lungo tempo caratterizzato l’immagine urbana di Mirandola, assorbendo in questo disegno le preesistenze, rifunzionalizzate.
L’evidenza maggiore consiste nelle due edificazioni che ricalcano il Bastione del Gesù e definiscono il varco-soglia della direttrice radiale per Quarantoli: una linea edificata di un piano evoca la murazione urbana del terrapieno storico, svuotato della terra di riempimento ed in parte “gettata oltre”, al di fuori, per costituire un basamento rialzato commerciale e per servizi a sostegno dei blocchi residenziali di sormonto, su due livelli.
Alle estremità di questi due tratti si giustappongono, da una parte, le tribune dello stadio Lolli, con il piano del campo rialzato alla quota dei “terrapieni”, diventando uno spazio per giochi e spettacoli, integrato alla tribuna coperta al di sotto della quale possono essere ospitate attività culturali, accostate dal nuovo parcheggio coperto pubblico.
Dall’altra parte, l’edificio della Stazione, adattato per ospitare altre attività ricreative-associative e di ristorazione,  con una passerella-pontile che si aggancia alla Centrale Enel, recuperato per ospitare due sale polivalenti per spettacoli ed eventi, andando a costituire un polo culturale, con sottostanti parcheggi pubblici ed una piazza attrezzata ed in parte coperta per estendere le attività all’aperto.
Di poco disgiunti da queste due polarità, agli estremi ovest e sud-est, si trovano altrettante costruzioni residenziali intensive, con area verde pertinenziale rialzata e sottostante parcheggio esclusivo, che vanno a definire atri due varchi-soglia all’interno della riconfigurazione urbana.