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ZANDOBBIO (BG)

STONE CITY - GRANULATI ZANDOBBIO

STONE CITY HEADQUARTER

2017

Ente appaltante: STONE CITY - Granulati Zandobbio (BG)

Gruppo di progettazione: Arch.Claudio Zanirato

con A.Stazio, M.Contini, A.Robetti

Collaboratori: E.Sargenti, E.Bruni

Superficie di progetto: 1.100 mq

Importo lavori: euro 3.380.000,00

L'edificio di Stone City dev'essere l'episodio principale e non unico di una messinscena che coinvolge l'intero fronte autostradale.
E' il piazzale merci a suggerire il soggetto della recita: un grande blocco di pietra (uno dei tanti in “transito”) che tenta di imporre un ordine visivo con una sequela di episodi fino a culminare nell'addensamento del nuovo edificio.
Un modulo tridimensionale cubico di 360cm è assunto come matrice compositiva di tutto l'intervento: organizza la scena aperta del piazzale e compone lo spazio costruito ospitato. Il modulo può essere una stanza interna, un padiglione esterno, una piazzola o un'area della piazza....
L’area esterna che unisce i due antipoli di Stone City (museum e headquarter) è quindi organizzata in riquadri modulari che da semplice pavimentazione (calcestruzzo architettonico con granulati scelti, differenziata per materiali e colori dell’impasto) acquista spessore per diventare pedane-sedute-piedistalli-fioriere per altre proposizioni, fino a realizzare ampi terrapieni (con gabbionate) in cui inserire arbusti e alberature (arbizzia e paulownia). Tale scenografia è pensata per essere continuamente mutevole e propositiva, area espositiva ma anche spalto gradinato per eventi.
All’interno e sul bordo di questo paesaggio mutevole si dispongono in maniera cadenzata dei box aperti su due lati, singoli moduli che fungono da punti di appoggio all’aperto per assistere le attività di stoccaggio e commercializzazione dei prodotti esposti (migrando lungo l'autostrada per tutta l'area di stoccaggio). Nella vista veloce e dinamica autostradale, queste presenze puntuali si sommano percettivamente con il nuovo edificio, “dilatandone” ed amplificandone l’impatto visivo.
Il nuovo edificio appare pertanto come la sommatoria-accatastamento di più moduli, su tre livelli differenti. La costruzione avviene tramite l’assemblaggio di pannelli prefabbricati di c.a. (alleggeriti e a taglio termico per l'edificio) la cui finitura esterna è fatta con granulati scelti di varia granulometria, compreso l’inserimento di sfere di vetro per attivare effetti notturni di amplificazione della luce (catarifrangenza).
Il principio costruttivo del modulo è assimilabile ad una maglia reticolare, con una diagonale di irrigidimento: si configurano così anche le ampie vetrate (serigrafate con un puntinato) e le pannellature metalliche microforate (con piccoli cerchi di vario diametro). Sulle coperture piane il modulo di base realizza serie di micro-shed con falde inclinate triangolari (con pannellature FV integrate).
La struttura portante dell'edificio è costituita da una intelaiatura in acciaio, quasi tutta distribuita sul perimetro e con pochissimi pilastri interni (rompi tratta), per avere una pianta libera, con campate estese risolte con travi disposte in senso trasversale. Molte delle pannellature di tamponamento (piene o vetrate) hanno la funzione di controventatura, per come sono state concepite (poligoni triangolari). La conformazione plastica di molte pareti “piegate” caratterizza anche gli interni, con funzione di correzione acustica (riverbero).