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LABORATORIO DI PROGETTAZIONE DELL'ARCHITETTURA 3

 

Università degli studi di Firenze | Scuola di Architettura

Corso di Laurea in Scienze dell'Architettura | A.A. 2018-19

Docente: Prof.Claudio Zanirato

Collaboratori: Arch.Alberto Stazio; Dott.Agnese Coppini

Obiettivi del corso

 

La “traduzione” dell’idea compositiva in progetto d’architettura è l’articolata esperienza didattica proposta nel Laboratorio.

La ricezione e l’individuazione delle potenzialità e delle vocazioni di un luogo da trasformare, sono le premesse iniziali di tale percorso, che parte, inevitabilmente, dalla riconoscibilità delle qualità intrinseche nell’esistente, viste come promotrici di una qualità in divenire, in cui le tracce del passato e la proposta del nuovo si contaminano. La propensione disciplinare dev’essere perciò tesa alla progettazione di opere d’architettura autenticamente radicate nei luoghi e nel tempo d’appartenenza, in quanto espressione alta della nostra contemporaneità e della sua traduzione culturale, attraverso l’interpretazione critica del contesto di riferimento, diretto ed indiretto. L’architettura, quindi, è proposta come elemento costitutivo del paesaggio, naturale o urbano che sia, ed il progetto rappresenta il processo di definizione di uno “scenario” relazionale che deve scaturire dalla dialettica tra struttura funzionale ed immagine percettiva, costitutive del contesto di riferimento dato.

Si dovranno pertanto fornire le conoscenze degli strumenti progettuali, in grado di condurre alla dovuta sintesi le propensioni e le dinamiche dei luoghi, come materiale di costruzione di una possibile strategia d’intervento trasformativa: la conduzione ad individuare metodi compositivi con consapevolezza, in grado di dare concretezza e praticabilità alle intuizioni spaziali e formali, attraverso una gradualità ed una concatenazione di esperienze operative, tra l'espressione della soggettività e la necessaria oggettività del costruire.

Gli “elementi costitutivi” dell’architettura sono pertanto i capisaldi del percorso progettuale che si devono articolare liberamente alla ricerca di un possibile “scenario” trasformativo: le connessioni tra i diversi spazi relazionali, sia interni che esterni dei luoghi, dotati sempre di molteplici dinamicità; la spazialità delle funzioni e delle componenti strutturali, costruttive e materiche, costitutive dell’immagine concreta delle fruizioni.

Il progetto diviene così l’approfondimento di un rapporto interdisciplinare tra la natura di un luogo (reale ed immaginato al contempo) e la costruzione di una sua possibile immagine evocativa-trasformativa, coerentemente “costituita” per componenti elementari, interrelazionati tra loro.

Le “conoscenze” dei luoghi come premessa di continuità dialettica nei contesti d’intervento, il “tematismo” dell’ideazione come soggetto di trasmissibilità di contenuti comunicativi del processo di stratificazione paesaggistica, il “lessico” disciplinare come necessaria scelta linguistica dell’espressività individuale e collettiva di un fare comune, diventano le tappe fondamentali di un’elaborazione progettuale d’esplorazione di una “latenza” cui dare l’evidenza e la sostanza dell’architettura.

In architettura, più che la qualità dell’edificio è importante la qualità delle relazioni che questo è in grado di instaurare: tali relazioni possono essere spaziali, temporali e funzionali. Nello spazio, le relazioni inducono alla costruzione organica di questo, alla dialettica tra città e paesaggio, alla continuità tra ambiente artificiale e naturalizzato: assumono pertanto importanza fondamentale i valori posizionali degli edifici all’interno di uno scenario evolutivo e trasformativo sempre mutevole. Rispetto al fattore temporale, bisogna collocarsi nella continuità del processo modificativo, cercando il dialogo con il passato ma senza soggezioni, affermando il dovere imprescindibile della contemporaneità, linguistica e tecnologica. L’interpretazione delle funzioni deve avvenire con l’integrazione armonica di queste nella costruzione spaziale, ricercando tutte le possibili sinergie contestuali, nell’equilibrio tra diffusione ed ibridazione che caratterizza i nostri modi di vita.

Il progetto dovrà costituirsi come esperienza conoscitiva dei luoghi e delle problematiche insite, anche con indagine conoscitiva sulla letteratura disciplinare, evidenziandone i tematismi, lo sviluppo tecnico-normativo, la figurazione formale.

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